Come scegliere i rivestimenti del bagno: idee e tendenze

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I rivestimenti di pareti e del pavimento del bagno sono fra le prime cose da scegliere quando si inizia ad arredare casa. Nel tempo, sui rivestimenti del bagno si sono susseguiti diversi cambiamenti sia rispetto all’estetica della superficie che alle modalità di posa. Vediamo allora di seguito alcuni utili suggerimenti, idee e tendenze su come scegliere rivestimenti del bagno. 

Cosa sono i rivestimenti

Cosa sono i rivestimenti

Il termine “rivestimento” deriva da “rivestire”, proveniente a sua volta dal tardo latino revestire, cioè “vestire di nuovo” e indica l’elemento o il sistema con cui si ricopre un muro di un interno o una parete verticale di un edificio per fini protettivi, di isolamento e/o decorativi.

Applicandosi sulla costruzione conclusa o preesistente (ri-vestimento), il suo significato contiene l’idea del “miglioramento” in relazione ai requisiti di resistenza meccanica, chimica, di protezione termo-igrometrica, nonché di aspetto estetico. Il rivestimento propriamente detto definisce in generale i sistemi di elementi di basso spessore che non concorrono, se non marginalmente, alla funzione statica del muro. Tipici rivestimenti da interni con effetti decorativi e non strutturali, sono per esempio la carta da parati e le piastrelle. 

Cenni storici

A partire dal II sec. a.C. l’architettura romana sviluppa per prima un sistema costruttivo basato sulla “stratificazione” funzionale della muratura che si scompone così in tre parti: una centrale in cemento (opus caementicium) e due esterne in pietra, tufo o laterizio (opus quadratumopus incertumopus reticulatum ecc.); gli strati esterni di fatto rivestono il nucleo centrale ma sono con esso ancora solidali dal punto di vista statico-strutturale. È a partire dall’età augustea che si consolida invece, grazie alle nuove tecnologie del taglio della pietra, il rivestimento inteso più come superficie: lastre di marmo molto sottili fissate alle murature con malta e ancoraggi metallici sono gli elementi, generalmente di piccola dimensione e forma regolare (crustae), che vengono utilizzati per il rivestimento esterno di cornici, lesene e trabeazioni o per la decorazione interna delle domus e delle ville suburbane (opus sectile). Prima dell’affermazione dei marmi e delle pietre calcaree i rivestimenti (soprattutto interni) erano costituiti da intonaci decorati, stucchi, affreschi o encausti e successivamente da intarsi e mosaici: questi ultimi, originariamente utilizzati per le pavimentazioni (opus tessellatumopus vermiculatum), in epoca giulio-claudia si affermano come rivestimento di pareti e volte grazie allo sviluppo delle tessere vitree, diffondendosi poi ampiamente nella cultura costruttiva bizantina.

Caratteristiche tecniche e classificazioni

Le caratteristiche tecniche del rivestimento dipendono dalla posizione e dal ruolo che assume nel sistema murario e dalle modalità di posa in opera o montaggio degli elementi di cui è costituito. I criteri di classificazione raggruppano i rivestimenti in due categorie, il rivestimento esterno e il rivestimento interno, e si riferiscono generalmente alla dimensione degli elementi e al materiale in cui sono realizzati: si distingue quindi tra rivestimento a moduli di piccolo formato (piastrelle, lastre, scaglie ecc.), medio formato (piastre, doghe, lamelle ecc.) e grande formato (pannelli, lamiere, grigliati e tele metalliche, membrane plastiche ecc.). Il materiale può essere lapideo, laterizio, ligneo, ceramico, metallico, cementizio, plastico ecc.
Il rivestimento interno in particolare ha lo scopo di assicurare igiene, sicurezza, comfort termo-igrometrico e isolamento acustico agli ambienti interni; le sue caratteristiche sono riferite prevalentemente a requisiti di resistenza al fuoco, lavabilità, planarità, stabilità agli urti e alle sollecitazioni provocate dai movimenti della struttura o del supporto.
I materiali prevalentemente impiegati per i rivestimenti interni sono le lastre di pietra o marmo, le piastrelle di ceramica, maiolica, le terraglie, le monocotture, il gres porcellanato, i mosaici, i legni, le carte da parati, gli intonaci, gli stucchi, le tinteggiature, le vernici.

Sottovoci per i rivestimenti da interno

  • Rivestimento ligneo: è formato da elementi in legno duro (scandole, lamelle, tavole, pannelli ecc.) montati sia all’esterno che all’interno; vengono sempre trattati con sostanze coprenti e protettive nonché opportunamente distanziati sia dal supporto che dal suolo.
  • Rivestimento ceramico: è realizzato con elementi ottenuti dall’impasto di argille e materiali complementari (spessore 8÷15 mm) lavorati per formatura e trattamento ad alta temperatura; si distinguono le tradizionali ceramiche, porcellane, maioliche, gres rossi, terraglie, monocotture (di piccolo formato, prevalentemente impiegate come rivestimenti interni), dalle ceramiche tecniche (gres porcellanato, granito ceramico, clinker), di medio o grande formato, montate generalmente all’esterno in alternativa alla pietra.
  • Rivestimento metallico: in acciaio inox, alluminio, zinco, titanio, rame, si presenta sotto forma di moduli a piccolo formato dello spessore di 1 mm (doghe o scaglie), di lamiere sagomate a freddo (ondulate o grecate) o di pannelli; di recente diffusione sono i grigliati e le tele metalliche, solitamente impiegate per esigenze di filtraggio della luce naturale.
  • Rivestimento plastico: a base di combinazioni di polimeri sintetici e additivi, comprende vari materiali (polietilene, polipropilene, policarbonato ecc.) classificati, in funzione del tipo di catena molecolare, in termoplastici e termostabili. Dal punto di vista morfologico i rivestimenti plastici si dividono in lastre (piane, ondulate o nervate) generalmente realizzate in policarbonato alveolare e membrane in PVC, PTFE o ETFE.

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Come scegliere i rivestimenti del bagno: qualche idea

Generalmente, essendo il bagno un ambiente umido, le sue pareti sono rivestite con piastrelle. In passato, l’altezza di posa della piastrella variava da 1,2 a 1,5 metri da terra fino a metà parete, lasciando scoperta la sezione superiore che rimaneva bianca. Adesso questa usanza è più rara ma si ritrova in alcune regioni d’Italia e anche in alcuni paesi all’estero dove una parte della parete viene rivestita in un altro modo. 

Nel mondo dei rivestimenti per bagno un’alternativa alla soluzione sopra vista, poteva consistere nel realizzare la posa delle piastrelle fino all’altezza della porta: ossia dai 2 ai 2,2 metri, in questo modo si era meno vincolati al disegno della piastrella e si potevano scegliere diversi stacchi di colore da inserire o superfici per ottenere pattern dinamici ed esclusivi. Alla fine, quindi, la parte scoperta della parete risultava solamente nella congiunzione al soffitto, da rinfrescare ogni tanto.

Attualmente invece, i rivestimenti per bagni adottano soluzioni più contemporanee e pratiche, si applicano le piastrelle sino al soffitto ovvero fino a 2,70 metri di altezza, fatta eccezione ovviamente per soffitti ribassati con cartongesso. Con questa “dinamica” il colpo d’occhio è gradevole ed elegante: si rendono compatte le parti verticali, trionfa la linearità e si possono posare anche piastrelle di grandi dimensioni come le lastre in gres porcellanato laminato 100x300cm.

A parte il tinteggio del soffitto, viene quindi eliminata la necessità di imbiancare periodicamente e le pareti risultano del tutto protette dallo sporco, dalle muffe e dall’umidità. L’innovazione tecnologica ha anche permesso di realizzare lastre antibatteriche per il bagno, capaci di preservare l’ambiente dai batteri con una efficacia testata al 99,9%.

Per quanto riguarda le scelte cromatiche dei rivestimenti del bagno, attualmente, da una parte c’è la preferenza per tonalità neutre molto apprezzate perché favoriscono il relax e l’intimità di questo ambiente e dall’altra si adottano soluzioni decorative che donano carattere e personalità allo spazio. Per lo più la tendenza è quella di effettuare rivestimenti a tutta parete, all’insegna di funzionalità e raffinatezza estetica: questo è l’ultimo trend per il rivestimento bagno, che può essere declinato in diversi stili, colori e superfici per essere coerente con ogni esigenza progettuale.

La seconda soluzione di rivestimento per il bagno è la resina. Le resine possono avere un aspetto più materico, monocolore, presentare sfumature o necessitare di una tecnologia e tecnica di posa diverse a seconda della destinazione d’uso. Possono essere utilizzate infatti anche sul pavimento o in ambienti umidi come i bagni e le docce in quanto idrorepellenti, non necessitano di fughe e sono realizzabili anche su piastrelle esistenti.

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